La casa -2-

Sono quasi le sei di pomeriggio e io sono in pigiama, non da stamattina ovviamente, oggi dopo pranzo avevo una stanchezza addosso che non sono riuscita a superare e mi sono buttata a letto. Ho dormito un paio d’ore e al risveglio non mi sono rivestita.

Ora sono sul divano, la casa è silenziosa, di la in camera la mamma fa gli esercizi sul letto (uno dei pochi momenti dove non tiene la televisione accesa) non mi piace molto la televisione, ogni tanto c’è qualcosa di carino ma per lo più guardo film al computer.13521857_10209665737269606_8537325253876566075_n

Il mobile delle televisione e la scrivania del computer sono adiacenti, quindi ho la fortuna che se mi siedo sul divano posso vedere bene entrambi. I momenti come questi però, li preferisco, silenziosi, si sente solo il rumore delle ventola del pc. Tempo fa ha avuto dei problemi e ho dovuto sostituire un pezzo, per questo lo chiamo “il mio pc trapiantato”, da quel giorno la ventola fa sentire il suo fruscio, non tanto da dare noia, ma prima non sapevo neanche che c’era una ventola la dentro, da quanto era silenziosa.

Sento la televisione dell’anziana vicina e il vento che sibila e avvolge la casa.

Oggi è uno di quei giorni ventosi e freschini da non tenere aperta la porta finestra, altrimenti sbatterebbe tutto per il riscontro. Guardo spesso fuori, le foglie delle piante che vibrano e vengono sbattute di qua e di la. La mamma ha legato ogni singola pianta alla ringhiera per non farle ribaltare, cosa non rara visto che ci sono state diverse occasioni questa estate, con i temporali estivi improvvisi che ci hanno fatto trovare il balcone sottosopra. Ora abbiamo imparato, le piante, il mobilio esterno, sedie e tavolinetti sono tutti perfettamente legati e assicurati, quindi posso rimanere seduta al centro del divano a guardare fuori il vento fuori, forse lui ha le mie parole.

Il posto centrale del divano, non è esattamente quello più comodo, è solo quello più usato, non tanto da noi, che sono pochi mesi che viviamo qua, ma dagli inquilini precedenti: lei italiana, lui straniero con un cane di taglia media a seguito. Il padrone di casa li ha sfrattati perché non pagavano l’affitto e ora ci viviamo noi.

A volte mi sorprendo a pensare a un tizio di colore stravaccato sul mio divano, giorno dopo giorno fino a quando la parte centrale cede rispetto al resto del materasso, si, perché questo è un divano letto in effetti, quindi personalmente preferisco i posti laterali, sono più rigidi e si può godere dei braccioli come poggia oggetti. A volte però, come oggi mi siedo comunque nel centro, non so in effetti per quale motivo, sarà una sorta di fascino strano che mi porta a pensare che in effetti ci vivevano altre persone in questa casa.

Il divano è di stoffa bordeaux con in coordinato due cuscini, nel complesso mi piace molto. Il divano è un “mobile” della casa che ho riscoperto con il trasloco. Il divano letto che avevamo nella vecchia casa, avevi diversi anni, un trasloco alle spalle e le fattezze non erano delle migliori. Non lo usavamo molto, anzi, quasi per niente, visto che l’unica possibilità che abbiamo trovato per posizionarlo era in modo che guardasse la cucina e parte del muro due cose di scarso interesse. Era utilizzato dal cane e dal gatto che ne godevano pienamente. Scrivo al passato perché il cane ci ha lasciato qualche anno fa e il gatto se ne è andato all’inizio dell’estate.

Ora il divano è un posto comodo, bello e se volgiamo allegro, dove passare del tempo, conversare, guardare un film o altro, mi piace, è come avere una “stanza” in più da poter usare in casa.

Davanti al divano abbiamo messo un tavolinetto quadrato dell’ikea che in altezza arriva alla seduta del divano, mia mamma si ostina a metterci un pezzo di pelliccia rosa-fuxia come centrino e un vado di vetro con dei fiori. Io lo uso spesso per appoggiarci i piedi o oggetti, lo trovo estremamente utile per disporre stuzzichini da aperitivo quando ho visite di amici o si guarda un film in compagnia.

Prima tutto questo era impossibile, la casa vecchia non aveva porte, eccetto quella del bagno. Il soggiorno e la camera erano divisi da un muretto in cartongesso altro circa due metri, lasciando lo spazio superiore aperto. In principio come ambiente era stato pensato per un ufficio, in seguito i nostri precedenti proprietari hanno trasformato i locali agibili come abitazione privata. Con l’entrata/soggiorno/ cucina, divisa da un muretto in cartongesso dalla camera, era praticamente impossibile per me invitare chiunque a casa, specialmente la sera, quando mia mamma tornava a casa stanca e voleva giustamente dormire si doveva spegnere tutto, qualsiasi cosa fosse luce o suono andava eliminata, un vero calvario quando lei aveva sonno e io ero sveglissima e con la voglia di fare tantissime cose che non potevo. Qua fortunatamente c’è una porta e un piccolo corridoio tra la camera e il soggiorno/cucinotto. La mamma ha finito gli esercizi, credo credo abbia fatto anche un pisolino, ha acceso la televisione, il silenzio è finito.

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