Diari di una Giocatrice di Ruolo #8 -Realtà o Finzione?-

Vi è mai capitato di leggere un libro, di affezionarvi a uno dei personaggi e di dispiacervi per la loro morte? O guardando una serie televisiva di rimanere scioccati dopo la dipartita del vostro favorito? Vi è mai capitato di ripensarci giorni dopo, di guardare le pubblicità per strada o ascoltare una canzone in un centro commerciale che ve li fa venire in mente e il vostro stato d’animo si rabbuia, sapendo che, non potrete più leggere delle sue gesta o aspettare il nuovo episodio per vedere cosa li succede? Se è capitato anche a voi forse un po’ mi potrete capire.

Personalmente ho sempre dato una grande importanza alla fantasia, cresciuta figlia unica mi sono sempre trovata a fantasticare da sola su quello che volevo e mi creavo il mio mondo ideale. Con D&D da grande sono riuscita a “concretizzare” un po’ quel modo di Giocare che avevo da bambina. In questo mondo, dove ogni settimana ci ritroviamo con i nostri alter-ego, non è tutto rose e fiori, anzi spesso il contrario. Di recente ho dovuto affrontare due perdite con il mio personaggio e non è stato affatto semplice.

Vi faccio un attimo di panoramica così forse riesco a spiegarmi meglio: Siamo nel mezzo della guerra più sanguinosa della storia, io personalmente quando sono partita da casa in cerca di avventure, non credevo certo di ritrovarmi in mezzo al più grande conflitto fino ai giorni nostri (sto parlando in gioco ovviamente). La mia Leda è lontana da casa da tanto ormai e il suo spirito da bambina non aveva mai visto tanto sangue. In mezzo a tutto questo ho trovato una persona simile a me, che mi faceva sentire a casa, con cui riuscivo a parlarci senza pregiudizi e che mi poteva dare tanto, una di quelle persone che ti fa venir voglia di conoscerla, di passarci una lunga vacanza insieme. Dopo poco in una sorta di imboscata otto frecce lo colpiscono al torso e quando tocca terra già il respiro si è spento.

Un giovane comandante, con i suoi uomini feriti si era unito a noi cercando una via di fuga, per salvare i suoi uomini si è corrotto l’anima e a niente è servito il nostro aiuto, l’oscurità l’ha preso… lascia il suo fratellino, con cui avevo stretto un rapporto, resta un bambino a cui dovrò spiegare che suo fratello non farà mai più ritorno.

Entrambe gli episodi sono successi a una distanza brevissima, ancora non avevo realmente capito la dipartita di uno che l’altro è venuto a mancare.

Leda era distrutta, si è sentita “fallita” per non essere riuscita a aiutare il comandante e estremamente triste per aver perso una persona che sapeva sarebbe stata fondamentale nella sua vita.

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Ho pianto, ho pianto tanto e tra una sessione e l’altra non riuscivo a non pensare a questi accadimenti, la pesantezza che hanno avuto sulla Leda non riuscivo a togliermela dalla spalle e mi ha accompagnato fino a ora.

Le lacrime erano vere, quello che provavo, i pensieri che ricadevano sempre alla sessione… erano veri anche quelli… Parliamo di Gioco, di finzione, ma cosa è realmente finzione? dove termina il gioco e iniziamo noi stessi.

Non era reale, solo un gioco, ma quello che io ho provato in questi momenti e anche in altri passati, erano sentimenti reali, quindi mi volete dire che se succede solo nella mia testa, non può essere reale?

 

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