Diari di una giocatrice di ruolo #1

Nel 2005 durante un viaggio ho conosciuto un ragazzo che poi ho scoperto essere un Dungeon Master.

Lui non lo sa ma dovete vedere come è fatta la persona che mi ha “traviato” e infognato ancor di più in questo mondo.

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Federico Pini (Dungeon Master)

Ecco lui è stato l’inizio di tutto!

Iniziò a parlarmi di questo gruppo di amici che aveva dalle medie, che erano cresciuti insieme passando da HeroQuest alle varie e dizioni di D&D sempre con gli stessi personaggi. Io a quei tempi non sapevo bene in cosa consistevano questi giochi, sapevo cosa era HeroQuest perché alle elementari c’era un ragazzino che mi piaceva nella mia classe e nella ricreazione ci giocava sempre con altri di classe (sempre rigorosamente maschi) e anzi mandavano tutti fuori di e non volevano essere disturbarti durante l’ora di ricreazione. Così venivo sempre cacciata, ma vedere questo bambino dietro lo schermo con questo tabellone davanti e gli altri che lo stavano a sentire mi ha incuriosito, tanto che volli comprare anche io questo gioco (per capire di cosa si trattava) Infatti ci giocai anche tanto, ma io essendo cresciuta da figlia unica, senza mio fratello, giocavo sempre da sola e il gioco era minimo per 3 persone. Insomma mi inventavo un po’ le regole a mio modo, facevo la parte di tutti i personaggi, mi divertivo comunque. Heroquest

Dopo anni trovando Fede, finalmente capii realmente di cosa si trattava e ogni volta che lo vedevo chiedevo come andava il loro gioco e cercavo di farmi raccontare il più possibile, domandando e incalzando a ogni occasione.

Ci fu un periodo che con altri amici si organizzò un gruppo e il fine settimana giocavamo a D&D, eravamo tutti alla prima esperienza con il gioco e l’interpretazione, quindi c’era equilibrio tra noi e sopratutto regole più che ruolo vero e proprio. Ma continuavo a chiedere al Dm (oramai il nome Fede era stato abbandonato e sostituito con l’abbreviazione della sua carica in gioco) dell’altro gruppo, anzi ora che capivo meglio i meccanismi ero ancora più curiosa!

Tanto ho rotto le scatole al Dm che un giorno mi ha chiesto se volevo, in via del tutto eccezzionalissima, andare a vederli giocare. (di solito non esiste l’andare a vedere perché una persona che non partecipa toglie  la magia, è come se al cinema aprono la porta ed entra la luce, o quella che chiamano la magia del teatro e quando è iniziato lo spettacolo non fanno entrare nessuno, per lo stesso motivo non esistono spettatori a D&D.

Non me lo sono fatta ripetere due volte e non curandomi della mia timidezza ho subito accettato.

Mi si è aperto un mondo, si, come mi descriveva Fede era straordinario il modo di giocare di questi veterani, ma vederli dal vivo è stato qualcosa di epico!

Era intorno a giugno 2006 quando giocai ufficialmente la mia prima sessione con loro.

Non è stato per niente facile, io ero abituata a poco o niente di ruolo e la timidezza mi bloccava, oltretutto ci vuole anche un buono spirito di improvvisazione, cosa che non avevo per niente.

Mi hanno fatta nera, bombardata di domande a cui non avevo risposta, chiesto cose che avrei dovuto sapere ma per interrogatorio-728658inesperienza non ci avevo neanche pensato, perché giocavo superficialmente come si può giocare a monopoli.

Le sessioni mi piacevano molto, anche se ero messa sotto torchio, e ogni volta ne parlavo con il Dm.

Puntualmente lui cercava di darmi dei consigli, ma su una cosa su tutte premeva, Loro erano anni che giocavano, avevano trovato il Loro sistema, il Loro modo di concepire il Gioco, io ero fortunata a “provare” a giocare con loro, ma avrei dovuto correre per riprenderli, avrei dovuto fare i salti mortali, quello che loro hanno fatto gradualmente durante gli anni. La crescita a cui erano arrivati, io dovevo farla in poco tempo, dovevo fare passi da gigante!

In sostanza ero io a dovermi adeguare il più velocemente possibile a loro, altrimenti sarebbe stato come giocare a un altro gioco, in caso contrario… avrei smesso di “provare” a giocare con loro.

Ho fatto i salti mortali tripli, chiesto consiglio ogni giorno al Dm per capire meglio il mondo, per farlo diventare parte di me, per immedesimarmi nel mio personaggio all’ennesima potenza e dopo 7 anni (e mezzo) gioco con loro tutt’oggi! Sono riuscita a “recuperarli”, la voglia di giocare è stata più forte e ora siamo un gruppo unico, ora faccio parte di quel “Loro”siamo affiatati e quasi mi sembra di aver giocato con loro da sempre.

Ovviamente il fatto di essere donna, non mi ha aiutato, si sa che il modo di vedere e di agire delle donne e diverso da quello degli uomini e trovarci bene, anche solo su come muoversi in gioco è stata una sfida che ho e abbiamo superato.

Io la vedo un po’ come se fossimo “predestinati”. A molte persone non piacerebbe il nostro modo di concepire il gioco, anzi forse lo reputerebbero noioso e non si troverebbero bene. Per questo io mi ritengo fortunata, per aver trovato dei compagni, degli amici seri, che vogliono tutti la stessa “cosa” che voglio io.

quality-friends

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4 thoughts on “Diari di una giocatrice di ruolo #1

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  1. Lu…. siamo noi ad essere fortunati ad averti nel gruppo!!!
    La cosa più bella in assoluto? Questa:
    “siamo affiatati e quasi mi sembra di aver giocato con loro da sempre”. Assolutamente vero! In un certo qual senso ti stavamo aspettando 😉
    Ti lascio una frase che ho trovato impigliata nella rete:
    “Il gruppo può essere ben più reale del mondo esterno.”
    Ho detto tutto.

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