Diari di una giocatrice di ruolo #0

Ho deciso di condividere il lato oscuro della mia vita qua con voi.

Oggi io faccio outing, non perché sia un segreto o una cosa da nascondere, ma perché sento il bisogno di parlarne.

IO SONO UNA GIOCATRICE DI RUOLO

Da circa 7 anni mi ritrovo con un gruppo di amici (tutti uomini, ma la cosa è casuale) una volta a settimana, ci sediamo intorno a un tavolo e diamo libero sfogo alla nostra fantasia, alla parte di noi che diventa reale in un mondo fantastico e spietato dove tutto può succedere.

Iniziamo dal principio. Che cos’è un Gioco di Ruolo?I giochi di ruolo sono molteplici e dagli anni ’80 a oggi sono stati modificati, espansi, reinventati in moltissimi modi. Io vi parlerò del primo gioco di ruolo quello con la G maiuscola pubblicato nel 1974 da Gary Gygax e Dave Arneson con il nome di Dungeon e Dragons (D&D abbreviato).BASIC_RE

Si ma come si gioca?(vi starete sicuramente chiedendo chi di voi non lo conosce) Un gruppo di amici diciamo 4 una stanza di casa vostra con un tavolino, dei fogli, una matita, un paio di libri e un set di dadi. Ambientazione Fantasy, Dice_(typical_role_playing_game_dice)quindi magia, draghi, folletti e via dicendo, si sceglie un personaggio da interpretare,ad esempio un Elfo (razza) Mago (classe) si sceglie il none e cognome, la corporatura, i capelli, colore degli occhi, insomma tutta la parte estetica. Questo lo fanno anche tutti gli altri nostri amici tranne uno. Quest’ultimo, quello con più carisma, spirito di improvvisazione o soltanto perché decide di farlo, prende il ruolo di Dungeon Master, diciamo che all’inizio del gioco il Dm (abbreviato) è quello che “lavora” di più. Infatti è lui che si fa carico di leggere le regole e di fare le veci del Fato. Lui prende un mondo (già pronto in diversi fascicoletti con descritto tutto, o lo crea dal nulla) e descrivendo, porta i nostri personaggi in questo modo, ci descrive foreste, pianure, deserti, castelli e locande, si, di solito le “avventure” iniziano proprio in locanda, in un paesino di passaggio dove tutti i tre personaggi che abbiamo scelto si incontrano. Faccio una piccola premessa, si parte dal presupposto che i nostri personaggi non vogliono stare belli tranquilli a casa loro con la loro famiglia a zappare l’orto, ma che dentro di loro ci sia uno spirito da Eroe, da persona che può e vuole fare la differenza in un mondo dove Razze1sicuramente c’è sia il bene che il male. A quel punto inizia il gioco vero e proprio, perché io smetto di essere me e mi devo immedesimare nel mio Elfo Mago, che si dovrà relazionare in una locanda con altre persone tra cui i personaggi degli altri amici. Tutto il contorno, ad esempio, il locandiere, il cuoco, lo stalliere o gli altri avventori nella locanda si chiamano Personaggi Non Giocanti e vengono “mossi” tutti dal Dm. Di solito sono personaggi marginali che servono al fine della storia solo a portare i personaggi principali (quello nostro e dei nostri amici) al compimento della missione. Essendo un mondo fantasy, e i nostri elter-ego i nostri eroi, si troveranno a salvare un villaggio dall’assalto di una banda di Goblin o la figlia del fabbro rapita dal cattivone di turno, tutto questo solo descrivendo, parlando e immedesimandosi nel mondo stesso.

Spero di essere stata abbastanza chiara… se così non fosse stato infamatemi nei commenti 😦 (non sono mai stata brava a spiegare D&D)

geek

Insomma di solito tutto questo (come forse avete già capito) è un po’ da nerd, si, solo “un po’” perché ho avuto la fortuna di trovare un gruppo di amici che di nerd hanno davvero poco! Probabilmente  concepiamo “il Gioco” in maniera diversa da molte persone che fanno giochi di ruolo. Noi ogni settimana abbiamo il nostro appuntamento fisso, cascasse il mondo noi giochiamo, noi Vogliamo giocare, vogliamo mandare avanti la storia dove i nostri personaggi sono sospesi in stand-by fino alla settimana successiva.

Come ho scritto all’inizio io sono 7 anni che “gioco” e i miei amici molti di più, tutti con gli stessi personaggi. Capirete che dopo tanti anni a immedesimarti sempre nella stessa persona, diventa un po’ una parte di te, appunto il tuo alter-ego. Per tutti noi c’è un’affezione per il nostro personaggio e per quello degli altri, oramai di avventure ne abbiamo fatte tante e siamo cresciuti insieme anche dal punto di vista recitativo o per meglio dire Interpretativo. Insomma per noi Il Gioco è una “cosa seria”. Sfortunatamente le donne che si avvicinano ai giochi di ruolo non sono molte (gli uomini sono molto più nerd delle donne in genere) e quindi mi trovo a scrivere oggi la mia esperienza, con la speranza di potermi confrontare con altre giocatrici donne, o anche solo per far comprendere agli uomini cosa vuol dire essere una giocatrice di D&D nel 2014!

Si dai era propria ora, ne ho davvero bisogno, è un modo per condividere questa esperienza nel bene e nel male e non si sa mai che i miei “sfoghi” non possano servire a qualcuno o semplicemente farvi sorridere e tenere compagnia.

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