EKO associazione culturale

EKO logoOggi ho incontrato Gabriele Paccosi il fondatore di Eko, una giovane associazione culturale, che rispondendo ad alcune domande ci parla della sua iniziativa.

Come e quando nasce l’idea di Eko, l’associazione culturale che hai fondato e di cui ci parlerai in questo incontro?

Nei miei pensieri era già presente da qualche anno, bisogna partire però da lontano durante i miei trascorsi scolastici, prima all’Istituto Statale d’Arte di Pistoia e poi all’Accademia di Belle Arti a Firenze. Questo perché, intraprendendo una strada professionale completamente diversa, avevo come la sensazione di aver lasciato un percorso in sospeso e l’idea di un qualcosa che avesse a che fare con il mondo dell’arte in genere è stato come poter chiudere il cerchio, anche se ovviamente siamo solo all’inizio e molte cose si devono ancora concretizzare. Se però devo indicare un periodo preciso dove ho pensato seriamente a realizzare questo progetto ,ti rispondo circa un anno fa.

Che scopo ha Eko? quali sono gli obbiettivi che ti sei prefissato?

Il nostro principio fondamentalmente è quello di dare spazio alle persone creative, di talento e che hanno qualcosa da esprimere attraverso l’arte. Questo spazio è rivolto sia a privati che ad aziende senza distinzioni di nessun genere a patto che rispecchi i nostri valori e quelli dei nostri soci, ovvero legarsi alle forme di espressione nel mondo dell’arte a 360 gradi. Il nostro obbiettivo è farci conoscere  senza lo stress di doverlo fare per forza ma divertendosi e  mettendo passione in quello che facciamo, ricordando che per adesso è un qualcosa che viene fatto  nei  ritagli di tempo.

Come è nato il nome dell’associazione? ha un significato particolare?

Non credevo che la scelta del nome fosse così complicata, infatti è stata argomento di discussione per diversi giorni se non settimane. Alla fine dopo tante idee più o meno concordi siamo giunti a questo nome figlio di riunioni, pranzi e discussioni su internet. Volevamo un nome che identificasse il nostro ideale di Associazione, che fosse semplice e che si potesse ricordare facilmente, “Eko” poteva racchiudere tutti questi elementi. Il nome rimanda ad un idea di ecologia e quindi di riciclo. Infatti ci piaceva l’idea di riciclare materiale ed oggetti in disuso, per ridare l’oro un identità e per  creare i nostri allestimenti negli spazi che avremo a disposizione e dove creeremo i vari eventi ad hoc in base alle performance artistiche che verranno presentate ogni volta.  In tal senso abbiamo già delle buone idee che però (almeno per adesso) non posso svelare.

Te sei il fondatore e l’ideatore di Eko ma so che siete diversi soci a occuparvene. Che ruolo hanno gli altri soci? come vi organizzate il lavoro tra di voi?

Questa domanda è fondamentale perché mi permette di evidenziare il fatto che tutto quello di cui stiamo parlando non si sarebbe mai concretizzato senza i miei compagni d’avventura che vorrei citare: Lorenzo Siringo, Manuele Tempestini e Sandro Sermi. Noi quattro siamo i fondatori  dell’Associazione e coloro che stanno dando inizio a questa esperienza. Siamo quattro persone abbastanza diverse caratterialmente con interessi e professioni differenti ma nonostante tutto abbiamo trovato un buon equilibrio e quell’anello di congiunzione fondamentale, ovvero un interesse comune che ci ha spinto a creare un qualcosa che pensiamo possa diventare unico nel suo genere. Ognuno di noi ha sicuramente diverse attitudini, c’è chi ha predisposizioni estetiche e quindi di gestione delle grafiche sui social e attraverso il nostro sito più tosto che per la progettazione degli allestimenti. Chi è bravo nel creare contatti con i vari artisti o per le location. Ovviamente la parte di manodopera per allestire il tutto è fondamentale e su questo punto cerchiamo di dare tutti un contributo fin che il risultato finale possa essere ottimale per noi ma soprattutto per i nostri soci, o per coloro i quali lo volessero diventare in futuro.

Avete già esperienza nell’organizzare eventi? o vi appoggiate a qualcuno?

Esperienze di questo tipo specifico no ma tutti noi in un modo o nell’altro abbiamo ben chiaro cosa vorremmo ottenere e questo a mio modesto parere vale più di molte esperienze. In certi casi però potremmo lavorare in collaborazione come è già successo nel caso della nostra inaugurazione, dove il Circolo Culturale SoulFood ha messo a disposizione la location e la cucina. Questo però non è determinante e verrà discusso di volta in volta.

In che zone opera Eko?

Per quanto riguarda il territorio non abbiamo grosse restrizioni, diciamo però che per adesso cercheremo di restare tra Pistoia, Prato e zone limitrofe.

Eko a chi si rivolge, chi è il vostro pubblico e cosa volete trasmettere con le vostre iniziative?

Eko è stata creata per rivolgersi a tutti senza alcuna distinzione o discriminazione. Essendo un Associazione Culturale la nostra linfa sono i soci, vogliamo creare un seguito di  persone che ci possa sostenere ogni qual volta vengano create giornate o eventi specifici. La speranza ovviamente è quella di crescere sempre più e di farci conoscere in modo esponenziale creando così i presupposti per una vera comunità artistica sotto tutti i punti di vista, un esperienza sociale di interazione e scambio culturale, che solo le persone quando si trovano  coinvolte in interessi comuni possono esprimere. Questo vorremmo essere, esperienze sociali, far  riscoprire il contatto umano in ambienti culturalmente ed artisticamente di valore. Mi rendo conto che nell’epoca dei social network (che per altro apprezzo ed utilizzo), quest’ idea può essere  un po’ retrò ma pensiamo sia importante riscoprire questo tipo di rapporti tra le persone.

In un periodo buio come quello che sta vivendo il nostro paese, questo progetto credi possa essere  più una risorsa o un hobby?

Per me, Sandro, Manuele e Lorenzo è un qualcosa che non è ancora ben definito non lo sappiamo veramente, è un po’ come l’arte stessa nella sua massima espressione ovvero senza forma. Quello che ci auguriamo è che possa diventare una risorsa per chi sfrutterà le nostre iniziative. I veri protagonisti saranno coloro che vorranno esporre, promuovere, divulgare il loro talento,  se per loro Eko sarà una risorsa avremo raggiunto un obbiettivo importante e concreto, una  delle nostre speranze iniziali.

Se qualche artista volesse contattare Eko come deve fare?

Ovviamente anche noi abbiamo un profilo su Facebook: Associazione Culturale Eko, cliccando “mi piace”, ognuno potrà condividere con noi tutto ciò che verrà fatto in futuro, seguire gli aggiornamenti e farci domande, proposte e quant’altro. Stiamo perfezionando ed aggiornando il sito: http://associazioneeko.jimdo.com/ poi abbiamo la mail con la quale possiamo rispondere alle persone che sono interessate a lavorare con noi o che semplicemente vogliono delucidazioni in merito: associazione.eko@gmail.com. ed un numero di telefono attivo il sabato e la domenica: 3468727146

C’è altro che vorresti dire sull’associazione o ai lettori?

Solo che questo percorso ha senso quando c’è uno scambio di idee, condivisioni, esperienze e visioni più o meno critiche di ciò che vorremmo fare. La nostra idea non deve essere fine a se stessa ma deve avere una continuità altrimenti questo percorso avrà poco da dire. Vogliamo che le persone non abbiano timore di mostrare le loro opere o i loro talenti inespressi. Oggi giorno pochi danno possibilità di questo tipo e chi lo fa chiede compensi economici importanti, mi riferisco ad affitti di spazi e non solo, che non tutti in questo periodo possono permettersi e questi sono aspetti da non sottovalutare e che abbiamo capito essere fondamentali  per far crescere questo tipo di movimento che siamo sicuri potrà contribuire a creare degli ambienti sani e perché no anche alternativi dove possa essere possibile stare insieme, immersi in un angolo dove avere un pizzico d’arte in più.

Personalmente voglio ringraziare Gabriele Paccosi che si è prestato a questa piccola intervista,  che ci ha fatto capire l’importanza del suo progetto e augurare a Eko e tutte le persone che ne fanno parte un buon lavoro per il futuro.

I soci al completo
Lorenzo Siringo, Manuele Tempestini, Sandro Sermi e Gabriele Paccosi

 

 

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