Minolù

comge_11Nella Grande Foresta era ormai giorno, i raggi del sole scaldavano la terra, gli uccellini iniziavano il loro canto dalle fronde degli alberi e una piccola e buffa creaturina del bosco si stava svegliando. Spalancò la piccola bocca in un sonoro sbadiglio e si stiracchio gambe e braccia pigramente. Aprì gli occhioni color del mare in burrasca e sulle labbra rosee apparve una buffa smorfia che poteva sembrare un sorriso. Con un balzo saltò giù dal letto di faggio. Minolù era una buffa creaturina del bosco alta non più di 5 mele, la pelle celeste chiaro, come un limpido cielo nei giorni d’estate, un nasetto a patatina in un faccino tondo e vispo. Sopra la testa gli spuntavano appena tra i capelli rosa cotone delle piccole corna tonde. Non portava scarpe e sopra al pollicione dei piedi le cresceva un mazzetto di cotone rosa come i capelli. Ancora assonnata strisciò fuori del robusto tronco che conteneva la sua casetta. Da quando era nata quello era il primo giorno che sbirciava al di fuori del tronco, proprio come le aveva detto la sua mammina, ovvero che avrebbe dovuto aspettare la Luce che riscalda la pelle prima di uscire. Buffamente spalancò le braccia rotonde e fece un grande inchino quasi fino a toccare con la testa il terreno – Salve e te Luce che riscalda la pelle! – disse a gran voce rivolgendo lo sguardo al sole. Una piccola formichina che passava di la proprio in quel momento udì le parole di Minolù e le disse sempre continuando per il suo cammino – buffa creaturina la Luce che riscalda la pelle si chiama Sole! – Minolù si chinò sulla formichina con sguardo curioso e disse – davvero?? Il suo nome è proprio Sole? – la formichina mosse la testa in risposta affermativa e senza dire altro proseguì per il suo cammino. Minolù la osservò camminare per un lungo tempo poi improvvisamente si ritirò in piedi – Salve Sole! -. Da quel giorno tutte le mattine appena i primi raggi del sole entravano nella sua casa si alzava e usciva di fretta e esclamava – Salve Sole! – . Passava giornate intere a parlare con il sole e a riscaldarsi ai suoi raggi, finché un giorno passeggiando per il bosco vide su un sasso una lucertolina verde splendente ferma immobile su di esso che si godeva i raggi del sole. Allora Minolù le disse – Ciao bella creaturina verde splendente! Perché stai ferma qua su questo sasso? – e la lucertolina le rispose – Sto parlando con il Sole – Minolù sgranò gli occhi fece due passetti indietro e poi corse veloce verso casa piangendo disperata. Correva così veloce che inciampò tre volte sulle grandi radici e ogni volta che cadeva si sporcava di più di terra il vestitino. Arrivata nei pressi di un ruscellino rallentò la corsa e si buttò pesantemente a sedere per terra continuando a piangere rovinosamente. Ad un tratto sentì una vocina – Perché piangi Buffa creatinina? – Minolù si tolse le mani davanti agli occhi e singhiozzando si guardò attorno per vedere la provenienza di quelle parole, ai suoi piedi vide la stessa formichina di giorni addietro. Tra singhiozzi e lacrimoni disse – il Sole snif snif è stato il Sole snif – e la formichina avvicinandosi di più chiese – e come ha fatto il bellissimo Sole ha farti piangere in questo modo? – continuò tra i singhiozzi – era li con un animaletto verde! Snif snif – la formichina si avvicino ancora di più con espressione interessata come per dire “continua, continua” – era mioooo Sniff – disse crollando di nuovo nel pianto più disperato. La formichina si mise a sedere accanto a Minolù e le disse con voce tenera – piccola e buffa creaturina ma il sole non è tuo è di tutte le creature viventi – Minolù guardò la formichina con occhioni luccicanti e un vigoroso broncio sul musetto e senza dire una parola si rialzò goffamente e riprese a camminare verso casa. Lungo la via si accorse di essere tutta sporca e visto il ruscello accanto a lei decise di immergersi dentro e lavarsi. L’acqua era fresca e limpida e Minolù scordò ben presto che si doveva lavare e iniziò a giocare. Spruzzi e schizzi si alzarono del ruscellino contornate da risate di ilarità. Quando ormai si faceva buio saltò fuori dell’acqua e sempre ridendo disse ad alta voce riprendendo a correre verso la sua casa – torno domani Tanta acqua trasparente!!! Aspettami!!! – . Il giorno dopo di prima mattina si preparò, mangiò un pugnetto di bacche rosse e usci di casa saltellando. Era una bella giornata in cielo splendeva il sole. I raggi scaldarono la pelle di Minolù che si fermò improvvisamente. Alzò la testa e guardò la Luce che riscalda, strizzò gli occhi e poi corse più forte che poteva sotto l’ombra degli alberi lanciando occhiate cattive verso il Sole. Arrivando al ruscello si bloccò di colpo. Una ranocchia blu sguazzava felice nell’acqua con spruzzi e risatine gioiose. Subito gli occhioni celesti gli si riempirono di lacrime e scesero senza freno lungo il suo viso. Tornò a casa correndo proprio come aveva fatto il giorno prima e li rimase a piangere fino a tarda sera. Rimase chiusa nel suo tronchetto per diversi giorni senza mai mettere il nasetto fuori casa. Quando un giorno si decise a aprire la porticina e uscendo trovò davanti alla sua soglia la Formichina che stava passando portando con lei una cosa bellissima che non aveva mai visto da nessuna parte. Subito si accovacciò e le disse – Ciao Formichina! Cosa è questa cosa bellissima che stai portando con te? – e la Formichina rispose – Ciao Buffa creaturina! Quello che sto portando è una fragolina di bosco.-.
– Una Fragolina bi Bosco?? – rispose Minolù tutta interessata – e dove l’hai trovata? –. La Formichina si fermò e appoggiò per terra le Fragolina di Bosco. – questa si trova lontano da qua devi passare il ruscello e i campi assolati e poi le trovi, ma nasce da un semino che poi diventa una pianticella e poi viene fuori la Fragolina di Bosco – Minolù ci pensò per un attimo, ma non voleva mai più vedere Tanta acqua Trasparente e la Luce che Riscalda, era tanto arrabbiata perché non erano solo sue e allora chiese alla Formichina – ma non melo puoi portare te un semino? – la Formichina affondò le zampette nella Fragolina di Bosco, ne estrasse un semino e lo porse a Minolù – eccolo Buffa Creaturina! Questo è un semino ed è tuo – Minolù prese il semino tra le manine tozze e tanto era contenta che potesse avere una Fragolina di Bosco tutta per se che neanche salutò la Formichina e ritornò nella sua casetta. Si portò al centro del tronchetto che le faceva da casa e poggiò con cura il semino sul pavimento legnoso, si distese pancia all’ingiù e con le mani si sorreggeva la testolina fissando il semino. Il semino era lì fermo immobile non si era mosso di un millimetro né cresciuto un pochino. Minolù rimase a fissarlo fino a tarda notte quando la stanchezza la portò in un profondo sonno. Quando si svegliò il giorno dopo la luce filtrava già dalle finestrelle anche se coperte da tende perché Minolù era molto arrabbiata con la Luce che Riscalda. Nel dormire si era gitata un pochino e subito scatto in piedi non vedendo subito davanti ai suoi occhini azzurri il suo tanto amato semino. Lui era sempre la fermo immobile uguale preciso a come glielo aveva consegnato la Formichina. Minolù non capiva, e chiedeva rivolgendosi al semino “perché non cresci? perché non diventi una piantina e poi un bellissima Fragolina di Bosco?” ma nessuna risposta veniva dal semino. Rimase tutta la mattinata e fissare ancora il semino e ogni tanto a fargli qualche domanda ma senza avere alcuna risposta, e pensando che il semino non le volesse abbastanza bene da crescere si mise a piangere disperata. Toc toc toc ad un tratto qualcuno bussò alla sua porta e con il visetto rigato di lacrime Minolù andò ad aprire. Fuori dall’uscio trovò la Formichina che con espressione preoccupate le disse – Ti ho sentito piangere Buffa creaturina stai male? – e Minolù le rispose tra i singhiozzi – Si sto tanto male!!! –
– e perché? – le domandò la Formichina – perché il semino non mi vuole abbastanza bene da crescere e diventare una bella Fragolina di Bosco Snif – le ripose Minolù – ma il semino non ti deve voler bene per crescere, anzi sei te che gli devi volere bene e lo devi accudire – le spiegò la Formichina – Davvero?? – rispose sorpresa – e si esatto! lo devi accudire lo devi mettere sotto terra e dargli della fresca acqua ogni sera e devi farci splendere il sole dove l’hai messa così crescerà forte e bella! – Minolù spalancò gli occhi, non aveva mai sentito dire una cosa del genere ma la cosa la turbava tanto e allora chiese ancora alla Formichina – Ma per forza devo fare queste cose? Non posso lasciarlo lì sul pavimento? – e questa volta fu il turno della Formichina di Sgranare gli occhi – Sul pavimento!?!? Ma Buffa Creaturina non sai proprio niente allora e le fece un grande sorriso – no li sul tuo pavimento senza terra senza acqua fresca e senza sole non può crescere –
– Io sono arrabbiata con l’Acqua e con il Sole e visto che il semino è mio è arrabbiato anche lui con loro e non li vuole vedere – e dicendo ciò incrociò le braccia con il broncio. La Formichina allora le disse – bhe allora non potrai mai avere un Fragolina di Bosco tuta per te – e così dicendo riprese il suo cammino. Minolù rimase a pensare per qualche istante, ferma sulla soglia con ancora la porta aperta si rese conto che fuori c’era un’aria deliziosa e il Sole splendeva alto, alzò poco la testa e il Sole la accecò, la stava guardando era tentata di rientrare e sbattere forte la porta e lasciare fuori i raggi che ora le toccavano la pelle ma un suono melodioso le giunse all’orecchio distogliendola da questi pensieri. Quello che sentiva altro non era che lo scorrere del ruscello, il passare dell’acqua veloce e interminabile. Poteva anche sentire il profumo dell’acqua, chiuse un attimo gli occhi, e quando li riaprì il suo volto si illuminò con uno splendido sorriso, non era più arrabbiata ora, ora capiva quello che la Formichina aveva cercato di dirle. Prese il semino che inerme stava sul pavimento e lo portò fuori alzandolo sopra la testa e ridendo felice, poi si mise a lavoro e scelse un posticino ideale vicino alla sua casetta dove poteva splendere il Sole fino a sera. Fece una buchina e lo appoggiò delicatamente sul fondo ricoprendolo con cura, prese una grande foglia gialla che era caduta dal secolare albero dove viveva e si diresse di tutta fretta al fiume, e prendendo la foglia dalle estremità la riempì di acqua fresca e trasparente e poi la versò sul mucchietto di terra dove era il semino. Ogni giorno Minolù stava vicino al semino sotto i raggi del sole a parlarci e raccontagli storie e quando il Sole la salutava e andava a dormire correva al ruscello e prendeva l’acqua per se e per il semino, quando i puntini luminosi erano altri nel cielo Minolù andava a dormire e così passò tante e tante giornate fino a quando proprio nel punto dove aveva messo in semino sotto la terra vide spuntare fuori un filino verde smeraldo piccolo quanto la sua amica Formichina. Il giorno dopo il filino era diventato più grande e il giorno dopo ancora di più fino a quando non raggiunse l’altezza di Minolù e mise delle splendide foglie a contornarlo. Minolù le puliva le foglie, allontanava visitatoti indesiderati da esse e soprattutto era tanto tanto contenta di vederla cresce che neanche pensava più alla Fragolina di Bosco. In questo modo diede tanto amore alla sua piantina per così come era e non per quello che avrebbe fatto che da un giorno all’altro comparve un brillantissimo puntino rosso in mezzo alla piantina. Minolù quella mattina vedendo quel colore acceso che prima non c’era mai stato pensò subito che una coccinella avesse preso la sua piantina per la sua casa e di corsa corse verso di lei per allontanarla dalle foglie a cui teneva tanto, ma arrivata vicino alla piantina si rese conto che non si trattava di una coccinella vagabonda ma di una meravigliosa Fragolina di Bosco appena nata. L’allegria esplose nel cuore di Minolù e sprizzante di gioia iniziò a chiamare la Formichina a squarciagola. Dopo poco la formichina arrivò ai suoi piedi dicendo – Cosa c’e da urlare tanto Buffa Creaturina? – Minolù le rispose urlando – Guarda!! Guarda Formichina!! Guarda come è bella la mia piantina!!! E oggi ha fatto anche la sua prima fragolina!! – la Formichina ispezionò ben bene la piantina di Minolù e poté solo confermare che era una splendida piantina con una favolosa Fragolina di Bosco di un rosso acceso splendente – Brava Buffa Creaturina! Il tuo amore ha fatto nascere questa meravigliosa Fragolina di Bosco! Allora hai capito quello che ti ho detto tanti giorni fa – Minolù mosse la testina in risposta affermativa – Si formichina ho capito quello che mi hai detto e senza di te non so come avrei potuto far crescere questa piantina al chiuso della mia casetta – e abbozzò un sorriso – è per questo che ti ho chiamato – continuò – questa mia prima Fragolina di Bosco è tua. Tela dono io per la tua immensa generosità – e delicatamente Minolù staccò con le tozze ditina la sua fragolina, la Formichina sbalordita aprì le zampette per ricevere il dono che le avevano appena fatto – Il tuo gesto è nobile Buffa creaturina –
– Formichina io mi chiamo Minolù e le cose bellissime che ci sono nel nostro bosco sono ancora più belle se le si divide con gli altri non pensi?-
– esatto Minolù…

Buffa creaturina dimenticavo di presentarmi io sono Formichina –

Fine

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: