Niceville

NicevilleGenere: Giallo/thriller

Su internet ho trovato Niceville tra gli spy-thriller, ho provato a cercare cosa volesse dire esattamente ma non ho trovato niente che mi ha soddisfatto, quindi non so bene cosa comprenda come genere. Traducendo credo sia qualcosa del tipo spionaggio ricco di suspance e colpi di scena paurosi, bhe rimane il fatto che non sono sicura e non ho ben chiaro cosa sia, se c’è qualcuno che mi può delucidare in merito lo prego di scriverlo nei commenti qua sotto e gliene sarò grata.

Scritto da Carsten Stroud questo romanzo è stato il “caso” 2012. Poco prima di una fiera importante (di cui non ricordo né luogo né nome) il già noto scrittore ha inviato, anonimamente, le prime pagine nel libro alle case editrici, via via che l’evento si avvicinava, spediva altre pagine e capitoli, così da incuriosire chi le riceveva. Una volta svelato il nome dell’autore si è innescata una vera e propria asta tra le case editrici per avere i diritti di stampa di Niceville.

Io ho avuto notizia di questo  libro tramite la rivista gratuita Il Libraio e siccome non sono molto ferrata nei gialli, mi sto avvicinando piano piano a questo genere, ho pensato che fosse una buona idea andare sul sicuro, scegliendo un autore con un bel bagaglio lavorativo alle spalle, così da non incappare in un libro scadente o mal scritto.

Quando ho comprato Niceville non avevo idea che fosse il primo di una trilogia di libri, l’ho letto con tutte le buone aspettative del caso, ma la mia ignoranza sul fatto della trilogia mi ha un pò condizionata, almeno alla fine, ma è stata una mia pecca.

Per il resto questo libro è scritto molto bene, si vede che Carsten ha esperienza, anzi credo che se non fosse per la sua abilità narrativa avrei protratto la lettura per le lunghe. Invece in una settimana mi sono mangiata le 400 pagine, circa, di Niceville, forse più spinta dalla curiosità che da altro.

L’autore in questo romanzo non si perde in tanti giri di parole, appena entra in scena un nuovo personaggio, lo descrive da capo a piedi, senza esagerare, ma dandoci comunque subito l’immagine visiva della persona. Parla di questa calma cittadina Niceville, i cui abitanti si conoscono più o meno tutti tra loro, e di alcune vecchie famiglie che resistono nel tempo, famiglie che hanno visto la nascita della cittadina.

In un giorno come un altro un bambino sparisce nel nulla davanti alla vetrina di un negozio di oggetti usati. Tutto inizia così, e subito il libro prende la piega del soprannaturale, un pò inflazionato a mio parare.  Andando avanti nella lettura mi sono trovata nel mezzo di sparatorie, indagini di polizia e diversi spargimenti di sangue.

Non ho letto altro si Carsten Stroud, ma se dovessi dare un parere sul suo stile in base a questo libro, dire che ha un modo di scrivere/raccontare da Uomo, ora cerco di spiegarmi meglio.

Un poliziotto, il protagonista della scena descritta, esce dalla macchina e impugna la pistola. Questa semplice descrizione fatta da Carsten suona più o meno così: il poliziotto scende dalla sua Bmzw turbo color cobalto e afferra il calcio della sua 348 canne mozze semiautomatica. Ovviamente i nomi sono inventati anche perché non so niente di macchine e tanto meno di armi da fuoco. Sicuramente in un libro del genere non stona il nome esatto della pistola o della automobile, ma spesso e volentieri mi son trovata a chiedermi “ma sta parlando della pistola, della macchina o di altro che non conosco?” In alcuni casi sono dovuta ricorrere a internet, perché in Niceville sono molto frequenti questi tipo di descrizioni, magari una volta leggi “Ab34vc” e passi avanti, capendo poi da quello che accade se è un modello di macchina o un tipo di arma, ma quando ritrovi spesso la stessa sigla senza ben capire cosa sia viene  la curiosità di vedere di che si tratta realmente.

Per questo tipo di scelta, in questo romanzo trovo che scriva da Uomo, armi e macchine, sono spesso gli uomini a conoscerle e a parlarne con sigle capendosi al volo. Verso la fine del libro mi sono imbattuta addirittura in un modello di elicottero, se ricordo bene, ovviamente non ha scritto che è un elicottero, ma ha usato il nome del modello, come per le macchine e le armi.

Come ho detto all’inizio, ho letto questo libro non sapendo che fosse il primo di una trilogia, quindi alla fine sono rimasta male, volevo arrivare a un punto fermo, a un epilogo, ma niente. Sicuramente leggerò il secondo appena uscirà, anche perché non lascio mai le cose a metà e qua c’è anche la curiosità che fa la sua parte, visto che, alla fine del romanzo succede un avvenimento particolare da qui sembra che “tutto abbia inizio”. Certo ci sono altri due libri dietro non poteva finire in altro modo, ma a mio modesto parere l’autore avrebbe potuto dire le stesse cose in un terzo delle pagine, Carsten è stato abile a “allungare” il tutto, ma non toglie il fatto che invece di 400 pagine potevano essere 150 o giù di li, con lo stesso risultato.

Non conosco nessuno che abbia letto Niceville quindi non ho avuto modo di parlarne e confrontarmi, mi piacerebbe sentire diversi pareri o punti di vista  ^__^  magari da chi conosce già l’autore per altri scritti. Comunque qualsiasi punto di riflessione è bene accetto!

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